Fondazione Opera Diocesana Assistenza Firenze Onlus

La storia di Istituto San Salvatore

Correva l'anno. L’Istituto San Salvatore comincia il suo cammino molto tempo fa. Due secoli, per l'esattezza: era il 1898, quando la Congregazione delle Figlie della Carità avviò la sua attività assistenziale rivolta essenzialmente a persone di sesso femminile in stato di bisogno, residenti, per la maggior parte, nell'ambito territoriale della Parrocchia di San Felice in Piazza di Firenze o comunque nell'Oltrarno fiorentino.Istituto San Salvatore
Nel 1924 cominciò un servizio di “baby-sitting” ai bambini della zona: si aiutavano così le mamme che andavano al lavoro e si aprì anche un Laboratorio di cucito e ricamo per le bambine e le giovani. Nel 1931 vennero intrapresi grandi lavori di ristrutturazione: se era utile aprire i bimbi alla vita – si pensò – era pure bello accompagnare le persone anziane verso l'ultima dimora.

L'assistenza agli anziani come vocazione. Da quel momento, la vocazione assistenziale dell’Istituto si orientò sempre di più sugli anziani, aprendosi anche alle persone bisognose del quartiere: fu il caso, ad esempio, dell’offerta di un pasto serale ad alcuni ospiti notturni dell'Albergo Popolare della vicina via della Chiesa. Parallelamente, un gruppo di volontarie vincenziane assisteva, con la collaborazione di una suora, trenta nuclei familiari facendo funzionare un Consultorio Familiare, allora l'unico d'ispirazione cristiana in città.
Nel 1998 don Gianfranco Rolfi, parroco protempore di San Felice in Piazza, venuto a conoscenza dell’imminente chiusura dell’Istituto e preoccupato che il quartiere perdesse questa sua anima importante, si adoperò perché la struttura fosse ceduta alla parrocchia stessa. Ci riuscì, e in questo modo l’accoglienza agli anziani del quartiere poté proseguire, senza imporre loro bruschi trasferimenti dopo una vita vissuta lì.

Il ruolo dei volontari. In questo cammino, che nel tempo ha portato l’Istituto a pregevoli standard assistenziali, strutturali ed organizzativi, un ruolo molto importante è stato ricoperto da alcuni volontari quali Maria Pia Alfonsi, Claudio Catellacci, Luana e Carlo Sammicheli, Alberto Tomè, Enzo e Massimo Morandi e Piero Vannetti che hanno messo a disposizione, a titolo gratuito e  quotidianamente, le loro  competenze professionali e le loro qualità umane, spirituali e morali per  aiutare l'Istituto a crescere e migliorarsi, per dare conforto alle famiglie ed  assistenza , cura e amore alle persone anziane autosufficienti e non autosufficienti. Questa felice tradizione continua ed ancora oggi alcuni volontari prestano servizio presso la struttura integrando eimpreziosendo il normale lavoro del personale addetto ai diversi servizi per le persone assistite.

Una nuova pagina del cammino. Dal primo febbraio 2015 la struttura è passata sotto la gestione della Fondazione Opera Diocesana di Assistenza, che si occupa, da oltre cinquant’anni, di assistenza alle persone disabili. La Fondazione è una emanazione diretta dell’Arcidiocesi di Firenze.

 

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